
Nata a
Genova nel 1921,
Teresa Mattei combattente nella Resistenza, ispirò a Roberto Rossellini,
secondo quanto afferma Gianni Minà, il personaggio della ragazza partigiana
che, nell’episodio ambientato a Firenze del film Paisà, attraversa pericolosamente la Galleria degli Uffizi
per raggiungere i compagni in lotta.
L’eccezionale
esperienza politica e umana vissuta da Teresa Mattei è maturata in famiglia,
nell’insegnamento del padre Ugo, antifascista e prestigioso esponente
del Partito d’Azione a Firenze e nell’esempio del fratello
Gianfranco, genio della chimica, che, per non fare alcuna rivelazione sulla
Resistenza romana e per permettere ai compagni prigionieri con lui, fra
i quali Giorgio Labò, nel famigerato carcere nazista di via Tasso a
Roma di addossargli ogni responsabilità, si tolse volontariamente la
vita. A Gianfranco Mattei il Premio Nobel Natta dedicò l’ambito
riconoscimento ricevuto.
L’incontro con Bruno
Sanguinetti, uno degli organizzatori della lotta antifascista a Firenze e a
Roma, rafforzò la determinazione della studentessa di filosofia Teresa
nell’impegno antifascista. Prima di sposarlo lo avrebbe seguito nella cospirazione
e nella lotta partigiana. Sanguinetti mancò precocemente a quarant’anni,
nel 1950.
Terminata
la guerra è stata la più giovane rappresentante nell’Assemblea
Costituente che il 22 dicembre del 1947 ha consegnato la nuova Costituzione
italiana, gettando le basi della nuova Repubblica che cercava di cancellare le
ferite della guerra mondiale.
In anni recenti ha
deposto al processo Priebke; ha superato la preclusione
ai testimoni civili grazie al suo brevetto di partigiana,
sentendo il dovere e il bisogno di inchiodare l’aguzzino di Via Tasso
non solo per suo fratello, ma per tutti i prigionieri passati sotto le sue
torture. Durante questa dolorosa esperienza ha portato avanti l’iniziativa “L’obbedienza
non è una virtù - Processo a Roma” affinché
Priebke fosse giudicato da un tribunale civile poiché, come ebbe a dire:
“Non volevo che ci si potesse attaccare alla tesi dell’obbedienza. Priebke
inoltre era un poliziotto delle SS e non un militare! Quindi doveva essere un
tribunale civile a giudicarlo per crimini contro l’umanità”.
Una donna
intrepida, che è stata torturata e seviziata dai nazisti, che è sfuggita alla
fucilazione per un caso fortuito, che per il suo rigore, nonostante la giovane
età, entrò in conflitto e tenne testa allo stesso Togliatti,
che nella vita ha superato momenti duri e tragici: oggi si occupa
d’infanzia e ha già iniziato a realizzare il sogno
di unire tutti i bambini del mondo con una treccia ideale, da loro confezionata,
che quando avrà compiuto la circonferenza della terra farà scoppiare la
pace. Con la “Lega per per il diritto dei bambini alla comunicazione”, della
quale è Presidentessa, ha presentato istanza per la modifica dell’art. 3
della Costituzione, che prevede l’uguaglianza fra sessi, razze, religioni
etc., ma non include l’età, non tutelando sufficientemente anziani e bambini.
Un impegno in
difesa dei bambini spesso ostaggi della televisione e dei falsi valori, e per i
quali, a Pisa, insieme al figlio Rocco Muzio, avuto dal secondo marito, ha anche
fondato Radio Bambina che si è battuta per diritti dell’infanzia.
Dopo le giornate di
Genova del luglio 2001, che ha vissuto personalmente, si è fatta testimone
dello sgomento e dell’indignazione dei tanti cittadini che hanno visto
disattesi e calpestati diritti civili e articoli fondamentali della
Costituzione della Repubblica Italiana, che Teresa Mattei ha contribuito
a formulare.