RELAZIONE  SULL'ASSEMBLEA

 

Genova, 23 dicembre 2004

 

Carissimi,

 

Riteniamo che l'assemblea del 13 dicembre al Teatro Modena sia stata ampiamente soddisfacente, sia per il numero degli intervenuti, sia per la qualità e la passione del dibattito. La serata ha ottenuto una discreta eco sui media e nuove adesioni all'appello ci sono pervenute da tutta Italia (potete trovarle sul nostro sito web : www.tribunaleitalianoiraq.org).

Si trattava di una prima verifica dell'impatto che la guerra in Iraq continua ad avere  sulla coscienza dei cittadini. Su questa, ma non sulle istituzioni e sulla società politica Le forze di governo fanno finta di nulla e insistono sulla favola della democratizzazione dell'Iraq. Gran parte dell'opposizione sembra occuparsi di tutt'altro. Quanto ai media, le notizie sulla guerra sono scivolate nelle pagine interne e si limitano agli attentati. Una sorta di torpore mediatico è calato sull'Iraq, esattamente come è avvenuto in Afghanistan, dove il presidente eletto governa su poco più del 10 % di un paese abbandonato ai signori della guerra.

Ma in Iraq la guerra continua implacabilmente, giorno per giorno, con il suo carico di lutti. Noi sappiamo che il genocidio non si arresta e che anche il nostro paese vi è implicato, se non altro pattugliando, per conto di Bush e di Blair, una frazione del paese, e nell'attesa di qualche contratto per le aziende italiane. Quindi nulla è cambiato, e anzi tutto è peggiorato, rispetto all'epoca delle grandi mobilitazioni della primavera 2003. Inoltre, è in discussione un progetto di legge che allarga a dismisura le competenze della Procura militare, che potrebbe perseguire non solo i giornalisti non asserviti o le Ong che denunciano le stragi, ma anche le voci del dissenso.

Per questi motivi, l'istituzione a Genova di una sessione del World Tribunal on Iraq ci sembra più importante che mai. Si tratta non solo di articolare la nostra analisi dei crimini di guerra e del ruolo dei media, oltre che ripetere la condanna della guerra e la richiesta del ritiro delle truppe straniere (italiane comprese), ma anche di difendere le libertà civili che restano in un paese in cui gran parte dei media sono emanazioni del governo Berlusconi.

Nei prossimi due mesi saremo impegnati - con la vostra collaborazione - a preparare la sessione del 4,5 e 6 marzo. Stiamo stringendo i contatti con i testimoni e con gli altri invitati (giornalisti, giuristi ecc.) e preparando il materiale che dovrà fare da supporto al dibattito. Vi ricordiamo inoltre che presso la Fondazione Basso di Roma è in corso la preparazione della sessione di febbraio del Wti romano. Altre manifestazioni sono annunciate in altre città. Riteniamo che proprio per la sua natura democratica e non istituzionale, è opportuno che le sessioni del Wti si diffondano il più possibile nel nostro paese.

Non vi nascondiamo che la sessione di Genova dipende interamente dalle nostre e dalle vostre forze. Ci auto-finanziamo e abbiamo scelto di non farci sponsorizzare da alcun partito. Abbiamo chiesto alle amministrazioni locali un sostegno per individuare una sede adeguata alla sessione ed, eventualmente, per aiutarci a ospitare gli invitati. Siamo in attesa di una risposta. In ogni modo, le spese della sessione sono a carico nostro e di chi appoggia l'iniziativa. Valutiamo il costo della sessione intorno ai 15.000 Euro, comprendente i viaggi, l'ospitalità, il materiale stampato, audio-visivo ecc.

In breve, abbiamo bisogno di voi. Se gli oltre duecento cittadini genovesi e di altre città che hanno firmato per primi l'appello contribuissero con una donazione, la cifra risultante - insieme ai fondi raccolti con la mostra - ci permetterebbe di far fronte alle spese essenziali.

Saremo presenti per raccogliere le  offerte tutti i mercoledi, dalle 18 alle alle 19, in piazza De Ferrari, sulla gradinata di Palazo Ducale, durante l'ora di silenzio per la pace. Altrimenti, potete versare il vostro contributo sul conto corrente postale 5709380, intestato a Fernanda La Camera.

 

Siamo in attesa di suggerimenti, sia sul programma della sessione, che vi alleghiamo, sia su qualsiasi aspetto pratico.

 

Nella speranza che altre voci si levino contro ogni guerra, vi ringraziamo perla partecipazione.

 

Il comitato organizzatore