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MENZOGNE DI DISTRUZIONE DI MASSA Bush (3 luglio 2003): "lo credo che ciò in cui io credo sia giusto". Bush (settembre 2001 ): "Quando potremo, vi diremo cosa stiamo facendo, quando non potremo non vi diremo nulla, e se sarà necessario vi mentiremo anche".Berlusconi (16 ottobre 2002): "In Iraq non ci sono più armi di distruzione di massa". Berlusconi (23 gennaio 2003): "Sappiamo che ci sono prove certe sulle armi di Saddam su cui siamo tenuti alla riservatezza". Powell (5 febbraio 2003): "Abbiamo informazioni dì prima mano su fabbriche di armi chimiche installate su ruote e su binari per evitare di essere scoperte dagli ispettori". Blair (marzo 2003): "Ho sempre detto e ripeto che non ho assolutamente dubbi sull'esistenza delle armi di distruzione di massa". Bush {17 marzo 2003): "Informazioni di intelligence raccolte da questo e da altri governi non lasciano dubbi sul fatto che il regime iracheno continui a possedere e a nascondere alcune delle armi più letali mai concepite". Wolfowitz (30 maggio 2003): "Abbiamo messo l'accento sulle armi di distruzione di massa per motivi burocratici. Erano la sola ragione che poteva mettere d'accordo tutti. Ma in realtà non è mai stata questa la motivazione principale della guerra". Bush (5 giugno 2003): "Le armi ci sono, le cercheremo e sveleremo la verità al mondo". Kay, capo della missione Usa incaricata di scoprire le armi proibite di Saddam (25 gennaio 2004): "Le armi di distruzione di massa in Iraq non esistono, perciò mi dimetto". Blair (25 gennaio 2004): "Le armi dì distruzione di massa non sono state trovate in Iraq ed io accetto questo dato di fatto, ma penso comunque che le informazioni di intelligence del tempo avessero ragione e credo che alla fine di tutto avremo una spiegazione". Berlusconi (21 novembre 2002): "Se ci sarà un'azione militare contro l'Iraq sarà solo un'azione comune multilaterale". Powell (26 gennaio 2003): "II multilateralismo non può essere un alibi per l'inerzia. Ci riserviamo il diritto sovrano di agire contro una minaccia alla nostra sicurezza". Berlusconi (30 dicembre 2002): "Gli Usa hanno garantito che non ci sarà azione armata se non in ambito ONU". Bush (25 febbraio 2003): "Mi domando se l'ONU sia indispensabile nel XXI secolo. I miei collaboratori stanno riflettendo sulla questione". Berlusconi (9 febbraio 2003): "Se fossero gli Usa ad aprire il conflitto i risultati sarebbero catastrofici per l'Europa". Bush (25 febbraio 2003): "Esiste ancora un'Unione Europea? L'ho rotta in tre parti". Bush (21 gennaio 2003): "II tempo sta per scadere e io so quello che debbo fare. L'Iraq deve disarmare e condurrò una coalizione, con gli alleati che ci stanno, per disarmarlo. Vi farò sapere quando sarà venuto il momento dell'azione". Berlusconi (28 febbraio 2003): "L'azione militare di un Paese rappresenterebbe un fatto nefasto. Non credo alcuno si caricherà di tale responsabilità". Bush (17 marzo 2003): "Gli Stati Uniti d'America hanno l'autorità sovrana di usare la forza per assicurare la loro sicurezza nazionale--.il Consiglio di Sicurezza delf'ONU non si è assunto pienamente le sue responsabilità, ora noi ci assumeremo le nostre". Berlusconi (1 febbraio 2003): "Al Qaeda non potrebbe essere così organizzata senza il supporto di uno Stato che abbiamo ragione ritenere essere l'Iraq". Bush (18 settembre 2003): "Non disponiamo di prove che confermino un qualche ruolo di Saddam Hussein negli attacchi dell'11 settembre...non sussiste tuttavia alcun dubbio dell'esistenza di legami tra Saddam e Al Qaeda". Bush (13 aprile 2003): "Siete liberi, e la libertà è una cosa meravigliosa. Ci vorrà tempo per ripristinare il caos dall'ordine...cioè, l'ordine dal caos. Ma ce la faremo". Bush (2 maggio 2003): "L'Iraq e' libero. L'operazione Iraqi Freedom è stata portata a termine con precisione, rapidità e audacia che il nemico non si aspettava e che il mondo non aveva mai visto prima...Grazie alle nuove tattiche e alle armi di precisione siamo in grado di conseguire i nostri obiettivi militari senza dirigere la violenza contro i civili". Johns Hopkins, Bloomberg School of Public Health di Baltimora (28 ottobre 2004): "Facendo una stima prudente, riteniamo che vi siano stati circa 100.000 morti, e forse più, dall'inizio dell'invasione nei 2003". |